Il fascino del vecchio tycoon

Vedo spesso che, in un modo o in un altro, a torto o a ragione, in
molte discussioni si finisce col parlare di politica e così accade che alcuni di noi difendono a spada tratta, anche contro ogni ragionevole dubbio, l’ uomo che ha dominato negli ultimi 20 anni la scena politica
italiana mentre molti altri (2 o 3?) si accaniscono invece,
probabilmente per partito preso, contro di lui, attribuendogli tutti i
guai in cui è stata cacciata l’ Italia da quando da  allora giovane
tycoon s’ è avvicinato non solo alla politica ma anche al mondo degli
affari.
Ne ho tratto l’ impressione che gli uni e gli altri poco conoscano
dell’ ormai vecchio tycoon….
E dire che Wikipedia contiene paginate di dati di fatto
incontrovertibili che ne dipingono un ritratto molto poco edificante,
viste le frequentazioni e l’ origine delle fortune.
Diceva J.K. Galbraith (Breve storia dell’ euforia finanziaria.
1990):”La maggior parte delle persone ha una percezione esagerata
dell’intelligenza di coloro che intrattengono un intimo rapporto con
somme ingenti di denaro.Non vi è dubbio che persone tanto facoltose
possiedano doti eccezionali: gestire tali somme con tanta incurante
tranquillità non può che significare che costoro possiedono un talento
speciale, una più acuta percezione del funzionamento del mondo
economico.
C’è una speciosa associazione tra danaro e intelligenza: vi è una
forte tendenza a credere che quanto maggiore è la quantità di danaro,
sia sotto forma di reddito sia di attività finanziarie, posseduta da
un individuo o che a questi è associato, tanto più profonda e
sensibile è la sua percezione economica e sociale, tanto più sagaci e
penetranti i suoi processi mentali.
Il danaro è la misura del successo: quanto maggiore è la quantità di
danaro, tanto maggiori sono il successo e l’intelligenza che lo
sorregge.
In un mondo in cui per molti l’acquisizione di denaro è difficile,
possederne in grandi quantità sembra un prodigio; di conseguenza tale
possesso non può non essere associato a una particolare genialità
Questa visione è poi rafforzata dall’aria di sicurezza di sè e di
autoapprovazione di solito assunta dai ricchi.
In realtà questa reverenza per il possesso di danaro indica ancora una
volta la memoria corta, l’ ignoranza della storia….
Avere danaro può significare, come molti esampi del passato e del
presente confermano,che la persona è indifferente , e in modo folle,
ai vincoli della legge e, in tempi moderni, è un potenziale ospite di
una prigione”.
Meditate, genti, meditate…

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COME USCIRE DALLA CRISI?

La domanda richiede, se non la sfera di cristallo, almeno una conoscenza più o meno parziale sia degli intendimenti del neo Presidente del Consiglio) sia dei futuri comportamenti dei nostri rappresentanti politici (lo sono davvero?) sia dei mercati, che tanta voce in capitolo hanno nell’ andamento della crisi.
Questa CRISI, come ho detto spesso è GLOBALE ed è dovuta all’ INERZIA DEI PAESI DE PRIMO MONDO di fronte all’ INNOVAZIONE TECNOLOGICA mentre i Paesi del BRICS (ricchi e/o innovativi) AVANZAVANO nello sviluppo e la FINANZA GLOBALE SPECULAVA (e SPECULA) PER IMPADRONIRSI DEI SISTEMI PRODUTTIVI e/o PER ORIENTARE I CONSUMI GLOBALI FUTURI.
Avremo sicuramente tempi duri perchè nessuno regala niente; potrebbero essere meno duri se riusciremo a piazzare sul mercato a prezzi d’ affezione quei bellissimi gioielli di famiglia, che l’ Italia possiede ed intende alienare..
Chissà, tante volte Qualcuno da Lassù facesse capire a parecchi di quelli che dominano i mercati che ciò che è Italiano è molto valido e vale la pena fare offerte che non si possono rifiutare, facendo così lievitarne il valore.
Se ciò accadesse si potrebbe ridurre il nostro debito pubblico con quel che ne consegue: con la spirale virtuosa meno debito-meno interessi- maggior disponibiltà per lo Stato di fondi per quegli interventi che, incentivando la propensione agli investimenti, creano nuovi posti di lavoro, fanno aumentare la domanda aggregata e instaurano il virtuoso circuito che presiede allo sviluppo.
Speriamo bene.

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FORZA FANTANTONIO CASSANO

Per tranquillizzare i tifosi del Milan e di Cassano e quanti non si occupano di cardiochirurgia, mi sento in dovere di dire che l’intervento cui è stato sottoposto il fantasioso giocatore, ossia la chiusura del Forame Ovale Pervio – lieve malformazione di cui dicono le statistiche è affetta il 30% delle persone sane – è qualcosa di simile all’ apposizione di un tappo in un buchino del setto che divide i due atri cardiaci e si fa in anestesia locale come quando si fa una coronarografia.
Il recupero è totale in circa 3 mesi.
Ho qualche esperienza personale, da sportivo praticante di sport poveri, per aver subito 2 interventi più “importanti a cuore aperto” (subiti a 45 e 55 anni) e 5 coronarografie: dopo la guarigione dalla ferita al torace marciavo, facevo jogging, andavo in bicicletta, nuotavo, ecc. Quì la ferita è all’ inguine, larga circa 1 cm. per fare passare un catetere all’ interno di una vena femorale: per la chiusura basta poco più di una settimana.
Visto che Fantantonio non potrà essere impiegato agonisticamente per almeno 3 mesi (anche perchè una sostanza biochimica iniettata durante l’ intervento richiede al massimo 3 mesi per essere assimilata dal tessuto cardiaco), basterebbe fare quello che una società sportiva lungimirante farebbe: affidarlo in questi 3 mesi ad un’ equipe di fisio-psichiatri.
Ne guadagneremmo tutti e anche io che, pur non essendo più tifoso di squadre di calcio del campionato, in quanto sentimentalmente legato al Grande Torino di Superga, lo sono solo della Nazionale e in Nazionale il ragazzo trova spazi infiniti .

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Crisi e altre preoccupazioni

Percepisco qualcosa di strano e confuso nell’ evoluzione della situazione politica ed economica, interna e internazionale, dovuta al fluttuare di ambizioni personali di grandi e piccini e alla ricercata
incompletezza e/o faziosità dell’ informazione, manipolata da incompetenti aspiranti stregoni della propaganda .
Ho l’ impressione che ci attendono sorprese poco gradite……
Mi sembra di vedere in atto la negativa incidenza contemporanea di scontri elettorali incombenti negli USA, in Francia, in Germania, in Spagna, in Italia, ecc. che influenza e ritarda la soluzione della crisi economica mondiale e dell’ UE (Italia compresa) e delle crisi arabe.
Alla luce di quanto si verificò dopo il Grande Crollo del ’29, spero che la piccolezza e l’ egoismo degli uomini che oggi pilotano il Titanic, cui può essere paragonato il Pianeta Terra, non combinino guai irreparabili e che Da Lassù Qualcuno risvegli la saggezza dei tanti in condizione di intervenire positivamente.
Quì non si tratta solo di speculazione ma c’ è che la generazione al potere (ovunque nel mondo) di macroeconomia ne mastica poco. E’ ferma al vetero liberismo di settecentesca memoria …..
Ci pensate? Gheddafi, molto probabilmente, possedeva armi nucleari, armi di cui sono in possesso anche Paesi instabili come il Pakistan….
SONO OTTIMISTA OGGI, PER QUANTO VEDO ( le Borse occidentali in questo momento segnano “profondo rosso“)….
Che in Italia ci sia da rottamare a giro d’ orizzonte è indubbio. Ma, se non si ha l’ auto nuova bell’ e pronta, si va a piedi in una situazione che richiede per lo meno di viaggiare alle velocità previste dal Codice della Strada…
L’ AUTO NUOVA? MARIO MONTI ?
FORZA PROFESSORE ! L’ ATTENDE QUALCHE ANNO DI FATICA E POI PASSERA’ ALLA STORIA, MAGARI IN ALTRO RUOLO.
CIAMPI DOCET.

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ARIA FRITTA: Sport e Affari

Pochi di noi, immagino, si sono chiesti qual’è la qualità e l’ entità degli interessi in gioco nel mondo dello Sport, sopratutto i praticanti..
Solitamente i bene informati si limitano a dire che lo Sport è fenomeno socio-economico-culturale che mobilita direttamente ed indirettamente rilevanti interessi finanziari. Punto e basta!
Per farci un’ idea sull’ ordine delle cifre che girano analizziamo quanto costa ai praticanti la più povera delle attività motorie:lacorsa o jogging.
Per poterla svolgere bisogna avere un’ appropriato equipaggiamento minimo, consistente almeno in:
- 1 tuta sportiva (€ 100);
- 2 pantaloncini (€ 40);
- 2 magliette (€ 40);
- 1 paio di scarpe (€ 100);
- 2 paia di calzini(€ 10);
- 1 berrettino (€ 10).
Tale equipaggiamento (costo minimo € 300, a prezzi di mercato rionale) dura circa 2 anni.
Nell’ ipotesi minimale che 20 milioni di italiani pratichino solo questa forma di attività motoria, ogni 2 anni viene inserita nel circuito degli equipaggiamenti sportivi la bella cifra di circa € 6 miliardi ( ossia 12 mila miliardi delle vecchie lirette), ovvero circa € 3 miliardi all’ anno, somma che è pari allo 0,2 % del Pil.
Ma gli italiani praticano non solo la corsettina ma anche discipline sportive (sci, tennis, nuoto, ecc.) che richiedono attrezzature, istruttori, impianti più o meno costosi: non siamo molto lontani dalla
realtà se diciamo che i 20 milioni di praticanti spendono annualmente una cifra almeno 10 volte maggiore e cioè € 30 miliardi (60 mila miliardi delle vecchie lirette), cioè il 2% del Pil.
30 miliardi di euro è una cifra molto approssimata e per difetto e si riferisce solo a quanto spenderebbero gli “amateur” per la pratica di discipline popolari.
Se poi analizziamo discipline più sofisticate (equitazione, vela, ecc.) andiamo a cifre da capogiro.
Solo partendo da questi succinti calcoletti possiamo ben comprendere quali immensi interessi ruotino direttamente attorno al mondo dello sport, in particolare di quello professionistico e spettacolare, nel quale gli SPONSOR investono cifre rilevanti.
Solo così si può capire come mai fra i mondi della politica, della finanza, della comunicazione e dello sport ci siano degli intrecci perversi, a volte anche malavitosi (vedi scommesse clandestine) e come col tempo si sia instaurato un circuito perverso che coinvolge CIO (vera multinazionale affarista), vari Comitati Olimpici nazionali, federazioni sportive, mondo dei media, mondo politico, mondo economico, ecc. che pilota il mondo dello Sport verso mete che niente hanno a che fare con lo Sport vero.
Sulle SPONSORIZZAZIONI non mi allargo, sennò il discorso diventa pericolosamente vicino alla politica e ai conflitti di interesse, nei quali sono coinvolti pesantemente sia padroni dei media e sia grossi imprenditori (essi stessi anche padroni di media) di sinistra, centro e destra.
Se facciamo attenzione al rapporto esistente fra “media”, “fruitori dei media” e “sponsor” vediamo una strana combinazione:
- i “media” (televisioni, carta stampata, radio, ecc.) sono “aziende produttrici“;
- i “fruitori di media” (telespettatori, lettori, radioascoltatori,spettatori, ecc.) sono i “prodotti” che i “media“ immettono sul “mercato“;
- gli “sponsor” sono i “clienti”.
Questo dato di fatto emerge dall’ attenzione che i padroni dei “media” pongono nella rilevazione dei dati di produzione (audience,diffusione, statistiche, ecc.): maggiore è la quantità di “prodotto” diffuso, maggiore è l’ appeal per i acquisire clienti nuovi,maggiore è il profitto.
Strano a vedersi, ma i padroni dei “media” sono spesso, direttamente o indirettamente, impegnati in politica, e non solo in Italia….

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La Giustizia e il Processo di Perugia

Sono perplesso a proposito degli esiti del processo di Perugia, in cui la Corte d’ Appello ha assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall’accusa di aver ucciso Meredith Kercher, e dei vari commenti alla sentenza ritenuta, quanto meno, sconcertante.

Perchè?

Ho l’ impressione che diamo un valore assoluto a concetti come “Giustizia”, non ricordando che, nel suo perseguimento, indagini e processi sono condotti da esseri non perfetti sulla base di strumenti (leggi, procedure, tecniche di indagine, ecc.) non perfetti.

Noi cittadini siamo troppo coinvolti, da sempre, in un sistema multimediale che in un modo o in un altro ci fa vedere che alla lunga la Verità e la Giustizia vincono (vedi Storia, Letteratura, Cinema,Televisione, ecc.).

Ebbene, credo che non sia così.

Continueremo a vedere colpevoli a spasso e innocenti in galera, alcuni per involontaria o incompleta o errata valutazione degli accadimenti e dei comportamenti, altri per cavilli, altri per malafede o incapacità di quanti – giudici, accusatori e difensori – sono coinvolti.

Quello che intendo sostenere, stavolta, non è che” è stato sempre così” ma che “siamo imperfetti, sennò saremmo Dei”.

Mi sbaglio?

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QUALE MANOVRA ?

Mi ritrovo fra gli appunti queste poche righe scritte l’ 11 luglio 2006, che sembrano poter esprimere qualcosa di ancora buono per questi giorni..
“La situazione dei conti pubblici italiani è disastrosa ed abbisogna urgentemente di una manovra bis coerente con la situazione dei conti, che è “molto più difficile di quella del ’92”. Qualche intenditore, sottolineando la necessità di una “cura pesante”, ha detto che trattandosi di un malato grave “non si può guarirlo con l’Aspirina”.
Che significa? Una manovra basata sulla riduzione della spesa pubblica, magari con qualche ticket a carico di cittadini che hanno la disgrazia di essere ammalati?
La “cura pesante” mi preoccupa tanto, nel ricordo delle due manovre, quella bis del ‘92 da 30 mila miliardi di lire e quella del ‘93 da 93 mila miliardi di lire, basate oprattutto sui tagli alla spesa pubblica , che, a detta di economisti di chiara fama (Modigliani-
Baldassari- Castiglionesi), guarì sì l’ ammalato Italia di alcuni suoi mali (inflazione, spesa per interessi, deficit elevato, ecc.) ma lo lasciò come uno “zombie”, tuttora incapace di rientrare nel novero delle Nazioni produttrici di ricchezza, anche a causa della dissennata politica economica da dilettanti allo sbaraglio (o grossolani
speculatori?) attuata dal commercialista di Sondrio nei vari governi del cavaliere.
Perché mi preoccupa? Perché ridurre la spesa pubblica comporta la riduzione dei consumi in beni e servizi della Pubblica Amministrazione, la riduzione della loro produzione, ciò che in ultima analisi determina la riduzione dell’ occupazione e, in definitiva, del Pil. Ancor più mi preoccupa l’ adozione di ticket, misura che altre ad
essere ingiusta, riduce ancor più la facoltà di spesa dei singoli e quindi, secondo il meccanismo detto prima, il Pil.
Quando l’ ammalato è molto grave e la sua guarigione dipende
soprattutto dalla rapidità e proprietà delle cure, la famiglia ricorre a tutto per procacciarsi i mezzi finanziari necessari per la sua sopravvivenza e guarigione totale, vendendo anche i gioielli di famiglia.
Tenendo conto inoltre che i gioielli del nostro Stato per buona parte sono stati acquistati con il danaro dei contribuenti, venderli per dare ad essi rapidamente la speranza di un futuro migliore è una
misura auspicabile, considerata l‘ esigenza di fare cassa e sùbito.
Ovviamente la spesa dovrà essere resa sempre più efficiente; ma questo è un discorso tecnico-politico che investe le cosidette riforme strutturali da attuare senza la pressione dell’ urgenza.
All’ ammalato gravemente debilitato, un intervento chirurgico urgente va fatto mettendolo contemporaneamente in condizione di affrontarlo, magari con sostanziose trasfusioni, da continuare, assieme a cure riabilitanti, dopo l’ intervento.”
Sembrano riflessioni di oggi.No?.

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